Capitolo 8 di 17GuidaAaLa guida dei veicoli costituisce un problema di non facile soluzione in quei malati che hanno ricevuto la diagnosi di malattia di A. e che ancora guidano l'automobile.Il malato di A. alla guida può costituire un pericolo per sé e per gli altri.È però difficile, nei primi anni di malattia, capire l'entità di questo pericolo, e far capire al malato perché sarebbe meglio che non guidasse.Solo in pochi casi infatti è sufficiente spiegare al paziente che è bene si astenga dalla guida; e solo in pochi casi è il paziente stesso che smette di guidare perché si sente insicuro.Più spesso il malato non recepisce suggerimenti e segnali di pericolo e vuole guidare: in questi casi, se si ritiene che il paziente possa ancora guidare in modo ragionevolmente sicuro, è bene almeno tutelarlo facendolo sempre accompagnare da un familiare (in questo modo si potrà anche capire fino a che punto il paziente è affidabile nella guida) e spingerlo a guidare solo su percorsi noti.In alcuni paesi degli Stati Uniti (dove il problema è molto sentito sia per le implicazioni economiche che per la questione etica della limitazione della libertà dell'individuo), si delega ad apposite commissioni il compito di valutare il grado di capacità del paziente, sottoponendolo anche a prove di guida simulata e rivalutando. periodicamente le sue attitudini.Tenendo presente che a stretti termini di legge se un paziente non ha un tutore, cioè non è interdetto, non è possibile sottrargli l'auto o la patente, talvolta si può tentare di ricorrere a piccoli trucchi o bugie che, facendo leva sull'amnesia del malato, possono dissuaderlo dalla guida (nascondere le chiavi dell'automobile, dire che il veicolo è in riparazione, manomettere i collegamenti elettrici ecc.).Una spiegazione emotivamente coinvolgente del "wandering" è stata tentata sul piano psicologico: secondo questa, il malato attraverso l'andare incessante rappresenterebbe la sua incessante ricerca di un "luogo" mentale ed emotivo di pace e di sicurezza, un rifugio: forse la casa di quando era bambino.