Capitolo 6 di 17Comunicazione non verbaleAaLa trasmissione di informazioni, idee, sentimenti, da una persona all'altra è un'esigenza primaria dell'uomo ed è il presupposto per stabilire quella rete di rapporti e relazioni che costituiscono l'individualità della persona.Può avvenire attraverso diversi canali: il più comune è la parola, cioè il linguaggio.Spesso però il malato di A. non è in grado di utilizzare correttamente questo sistema di comunicazione a causa di problemi di tipo afasico.Ciò non significa che il malato di A. non possa comunicare.Esistono altri sistemi di comunicazione ai quali possiamo ricorrere: gli sguardi, i gesti, le espressioni sono in grado di sostituire, talvolta egregiamente, la comunicazione verbale.Il ricorso a questi strumenti (la cosiddetta comunicazione non verbale) deve essere cercato e affinato.Migliorando la comunicazione si ottengono molti risultati: si toglie il malato dal drammatico stato di isolamento in cui si trova; si riduce il senso di impotenza, irritazione, frustrazione che colpisce il caregiver quando non riesce a "capire o farsi capire".Il suggerimento principale per il caregiver è quello di "controllare" i canali attraverso i quali passano messaggi non verbali e usarli positivamente: la postura del corpo e i gesti, l'espressione del viso e il tono della voce, il tatto, devono essere usati per comunicare con il malato quando le parole non servono più.Per cui si consiglia di non esprimere fretta o irritazione, ma anzi di comunicare calma, distensione e tenerezza, di usare molto i gesti (per accompagnare ed esemplificare le azioni) e il tatto (una carezza è rassicurante e infonde fiducia).Il caregiver non deve immaginare nel malato cattive intenzioni (non ascolta "perché ce l'ha con me", non fa quello che gli chiedo "perché è cattivo"...): anche se è difficile da accettare, il malato proprio non capisce e l'irritazione e la rabbia che possono trasparire dal comportamento del caregiver lo metteranno ancor più in difficoltà.Un altro suggerimento utile per chi vive con un malato di A. con gravi problemi di comunicazione, è quello di cercare di individuare i messaggi non verbali del malato: osservando accuratamente le sue reazioni si potranno capire le sue paure, i suoi disagi, i suoi desideri e i suoi bisogni.